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Non avrei mai pensato

Copertina del racconto erotico "Non avrei mai pensato"

Mi chiamo Marta, ho 41 anni e mio marito è più giovane di me. Lui mi chiama scherzosamente “Milf”, anche se io continuo a dire che non lo sono.

Era l’estate del 2024 e avevamo deciso di trascorrere qualche giorno in un villaggio turistico in Calabria. Non era il nostro solito tipo di vacanza: normalmente preferivamo organizzarci diversamente, ma quel posto ci aveva conquistati. C’era tutto: piscina, ristoranti, musica, animazione e quella particolare atmosfera che ti faceva dimenticare la vita di tutti i giorni.

Durante i primi giorni conoscemmo una coppia più grande di noi, entrambi intorno ai sessant’anni. Erano simpatici, alla mano e con loro ci trovammo subito bene.

Cominciammo a passare parecchio tempo insieme. Partecipavamo ai giochi dell’animazione, ci incontravamo al bar e spesso finivamo allo stesso tavolo durante la cena.

Una sera, dopo aver mangiato, li invitammo nel piccolo giardino privato del nostro bungalow.

Avevamo comprato qualche birra e iniziammo a parlare del più e del meno. Raccontavamo delle vecchie vacanze, dei posti visitati e delle nostre esperienze più divertenti.

Le birre, però, diventarono parecchie.

La musica del villaggio arrivava fino al nostro giardino e, a un certo punto, mio marito si alzò e mi tese la mano.

«Vieni a ballare.»

Gli sorrisi e mi alzai.

Mio marito ama la salsa e quando balliamo insieme sa sempre come farmi perdere la testa. Mi fece girare, poi mi attirò nuovamente verso di sé. Le sue mani iniziarono lentamente a diventare più audaci.

Io ridevo, cercando di mantenere un minimo di contegno davanti ai nostri amici.

Poi mi sfiorò il seno.

Mi voltai verso gli altri due e mi accorsi che ci stavano guardando.

Mi fermai subito, un po' imbarazzata.

«Sei tremendo», gli dissi ridendo.

Lui invece aveva quel sorriso che conoscevo benissimo.

Tornammo a sederci tutti insieme, cercando di riprendere la conversazione come se niente fosse.

Ma ormai qualcosa era cambiato.

Sentii la mano di mio marito appoggiarsi sulla mia coscia.

Continuavamo a parlare, ma io ero sempre più consapevole di ogni suo movimento.

La sua mano scivolò lentamente sotto la mia gonna lunga. Nessuno poteva vedere quello che stava facendo e proprio quella sensazione di essere osservata senza che gli altri sapessero esattamente cosa stesse succedendo mi faceva perdere la testa.

Poi sentii la mano di mio marito scivolare ancora più in profondità e le sue dita cercarmi intimamente. Il contatto mi fece sussultare e cercai di non lasciar trasparire nulla davanti ai nostri amici, anche se dentro di me l'eccitazione cresceva rapidamente.

Lui continuava a provocarmi con calma, mentre io cercavo inutilmente di mantenere la conversazione.

Le mie gambe si aprivano lentamente e la gonna lunga nascondeva quello che stava succedendo.

Ero sempre più eccitata.

A un certo punto incrociai lo sguardo del nostro amico.

Ci guardammo per qualche secondo.

Lui sorrise appena.

Io abbassai gli occhi, poi tornai a guardarlo.

Era diventato una specie di gioco silenzioso.

Mio marito se ne accorse.

Invece di fermarsi, sembrò divertirsi ancora di più.

Poi fece qualcosa che non avrei mai immaginato.

Prese la mano del nostro amico e la portò verso di me.

Rimasi per qualche secondo senza parole.

Guardai mio marito.

Poi guardai il nostro amico.

Nessuno disse niente.

Il mio silenzio fu sufficiente.

Anche Ginevra aveva capito perfettamente cosa stava succedendo.

Si avvicinò a me con un sorriso complice. La sua mano sfiorò la mia e quella semplice carezza mi fece venire i brividi.

La situazione diventò sempre più intima e audace.

Ginevra si avvicinò a me, si abbassò lentamente e iniziò a baciarmi tra le gambe, lasciandosi andare a carezze sempre più intime con le labbra e la lingua.

Un brivido mi attraversò completamente.

Non riuscivo più a pensare a quello che sarebbe stato giusto o sbagliato fare. C'eravamo solo noi quattro, la musica lontana del villaggio e quella situazione incredibile che fino a poche ore prima nessuno di noi avrebbe mai immaginato.

Mio marito mi guardava con un'espressione che non gli avevo mai visto.

Il nostro amico era ormai completamente coinvolto.

Io mi sentivo travolta da quella situazione e dall'eccitazione di essere al centro dell'attenzione di tutti.

A quel punto mio marito mi prese la mano.

«Andiamo dentro.»

Mi alzai.

Guardai Ginevra.

Lei sorrise.

Anche il nostro amico si alzò.

Entrammo tutti nel bungalow e chiudemmo la porta alle nostre spalle.

Quella notte ci lasciammo andare completamente alla situazione. Ci furono baci, carezze, complicità e una passione che coinvolse tutti e quattro.

Fu una notte trasgressiva, intensa e completamente diversa da qualsiasi cosa avessimo mai immaginato quando eravamo arrivati in Calabria.

La mattina dopo, quando ci incontrammo nuovamente, nessuno ebbe bisogno di parlare.

Ci guardammo.

Un sorriso.

Poi un altro.

Era rimasta quella strana complicità che ormai esisteva soltanto tra noi quattro.

Nei giorni successivi, però, non li vedemmo più.

Ancora oggi, quando penso a quella vacanza, mi viene da sorridere.

Era iniziata come una normale vacanza in un villaggio turistico.

E si era trasformata in uno dei ricordi più trasgressivi della nostra vita.

Ginevra, se per caso leggerai mai questo racconto, ti mando un caro saluto.

E chissà se anche tu, ogni tanto, ripensi a quella sera.

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